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Sezione Intra

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Da un vecchio cassetto spunta un santino davvero particolare, legato al Natale del 1941. Un santino fatto stampare e distribuire dal Cappellano Don Giuseppe Scubla agli alpini del Battaglione Intra, in quei giorni impegnati sul fronte greco-albanese prima di essere chiamati ad operare, nel gennaio del 1942, sul fronte jugoslavo.

Poche parole, alla maniera alpina, senza fronzoli. Un auguro di serenità portato riportando alla memoria le sensazioni di un bambino, che sono quanto di più lontano ci sia dalla guerra. 

 

Carissimo Alpino,

quando eri fanciullo sostavi beato dinanzi

al Presepio di Gesù Bambino

per accogliere i suoi sorrisi.

Allora eri tanto buono, sincero, e generoso…

Ricordalo in questi giorni: ti farà bene.

Cordialissimi Auguri di Buon Natale

e Capo d’Anno a te ed alla tua famiglia.

Aff.mo tuo Cappellano

Scubla D. Giuseppe

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Il nostro impegno in un anno difficile

Cari alpini, amici, aggregati e simpatizzanti stiamo per finire un anno, il 2020, che ha segnato in modo profondo e doloroso le sorti dell’Italia e del mondo intero con il diffondersi della pandemia da Covid-19, con una prima fase tra febbraio e aprile e una seconda ripartita ad ottobre e ancora in corso, con molti malati e tanti, troppi, morti.

Purtroppo anche tanti nostri associati sono stati contagiati e parecchi sono “andati avanti” soprattutto nelle valli lombarde dove la pandemia ha colpito duramente nella prima ondata. Ai nostri associati “andati avanti” e con loro a tutti i morti di questa pandemia va il nostro cordoglio e il nostro ricordo, sono le vittime di una “guerra” subdola ed invisibile che non fa sconti e che sta minando le basi morali ed economiche della nostra società.

Anche in questa occasione l’Ana ha risposto presente con le sue forze migliori, dalla Protezione Civile e dalla Sanità Alpina, ai volontari dei Gruppi e delle Sezioni ancora oggi impegnati nell’allestire strutture di supporto ai presidi sanitari, nel recuperare edifici ospedalieri chiusi, nel fornire assistenza e aiuto a quanti hanno bisogno con la distribuzione di presidi sanitari e di viveri. Su tutti, come esempio, il nostro Ospedale degli alpini alla fiera di Bergamo, tuttora in piena attività.

Ai nostri volontari, ai collaboratori, ai sostenitori e ai donatori va il nostro grazie più sincero: insieme abbiamo dato e stiamo dando un supporto alle amministrazioni pubbliche e soprattutto a chi ha necessità, capaci come sempre di andare oltre perché “per gli alpini non esiste l’impossibile”.

Ora più che mai c’è bisogno di rinsaldare i nostri valori e di essere uniti sapendo di guardare in avanti per la nostra Italia e per le giovani generazioni, sperando che finalmente chi ne ha la responsabilità abbia compreso la necessità di un servizio obbligatorio a favore della Patria per riaffermare l’identità della Nazione e trasmettere ai giovani il senso del dovere e della solidarietà.

Comprendo il disorientamento dei nostri soci per aver dovuto rinunciare ai tradizionali appuntamenti del nostro calendario associativo, in primis l’Adunata Nazionale che si doveva tenere a Rimini-San Marino e di tanti centenari di fondazione delle nostre Sezioni, senza trascurare i momenti di incontro, spesso settimanali, nelle nostre sedi di Sezioni e Gruppi. Sono certo che sapremo resistere e rimanere fedeli ai nostri valori e alle nostre tradizioni non facendo mancare all’Ana il nostro sostegno che in questo tempo si concretizza principalmente nel rinnovo del bollino.

Torneremo a ritrovarci e a condividere insieme, come è nostra abitudine e tradizione, capaci di recuperare la forza e lo stimolo per perseguire i nostri obiettivi legati alla memoria e alla solidarietà per un’Italia e un futuro migliore. Anche in questo anno difficile chiudo con un atto di speranza e di fiducia affinché finisca questa pandemia e auguro a tutti gli iscritti all’Ana, alle loro famiglie, ai nostri reduci, ai capigruppo, ai presidenti di Sezione, ai miei Consiglieri e Revisori nazionali, a tutti i collaboratori, al Ministro della Difesa, ai comandanti della Difesa, dell’Esercito e delle Truppe Alpine, agli alpini in armi e ai loro familiari, un santo Natale e un sereno 2021.

Con un forte abbraccio il vostro Presidente
Sebastiano Favero

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 Gli Alpini sono le truppe da montagna dell'Esercito Italiano, come lo erano per il Regio Esercito, e rappresentano una specialità dell'arma di fanteria specializzata nella guerra sui terreni montani. Queste truppe sono attualmente organizzate sostanzialmente su due brigate operative inquadrate nel Comando truppe alpine.

 

Formatisi il 15 ottobre 1872, gli Alpini sono il più antico corpo di fanteria da montagna attivo nel mondo, originariamente creato per proteggere i confini montani settentrionali dell'Italia con Francia, Impero austro-ungarico e Svizzera. Nel 1888 gli Alpini furono inviati alla loro prima missione all'estero, in Africa, continente nel quale sono tornati più volte nella loro storia, per combattere le guerre coloniali del Regno d'Italia.

 

Si sono distinti durante la prima guerra mondiale, quando furono impiegati nei combattimenti al confine nord-est con l'Austria-Ungheria, dove per tre anni dovettero confrontarsi con le truppe regolari e da montagna austriache e tedesche, rispettivamente Kaiserschützen e Alpenkorps, lungo tutto il fronte italiano.

 

Durante la seconda guerra mondiale, gli alpini combatterono a fianco delle forze dell'Asse principalmente nei Balcani (nel difficile teatro greco-albanese) e sul fronte orientale, dove, impegnate sulla linea del Don invece che nel Caucaso come inizialmente previsto, subirono perdite gravissime durante la battaglia difensiva e la conseguente tragica ritirata dell'inverno 1942-1943.

 

A causa della riorganizzazione dell'Esercito Italiano dopo la fine della guerra fredda, nel 1990 tre delle cinque brigate alpine e molte unità di supporto furono sciolte.

 

Dal 2003 gli Alpini sono impegnati in Afghanistan.

 

INTRA: CHI SIAMO

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DA 100 ANNI ORGOGLIOSAMENTE ALPINI 

Clicca sul vessillo sezionale per leggere l'articolo che la rivista nazionale dell'ANA "L'Alpino" ha dedicato al nostro centenario

L'Intra è la seconda Sezione per fondazione, nata pochi mesi dopo la “veja” Torino

L’anno successivo alla fondazione dell’Associazione Nazionale Alpini, avvenuta a Milano nel luglio del 1919, ed ancor prima che avesse luogo la prima adunata nazionale a Trento, il 28 marzo del 1920 nacque (sotto la presidenza di Renzo Boccardi) la Sezione Verbano, seconda in Italia dopo quella di Torino. Essa radunava gli Alpini delle due sponde del Lago Maggiore, secondo quanto avveniva già nel reclutamento del glorioso battaglione Intra. Nacquero subito i primi Gruppi, alcuni dei quali si staccheranno per diventare essi stessi Sezione, come Domodossola ( 1923) Omegna(1924) e Luino (1927) con la conseguente variazione del nome che divenne l'attuale "Sezione Intra”.

Le prime iniziative della neonata realtà furono la realizzazione del "Bosco del Milite Ignoto'' a Sasso Corbé e l'adunata del 4° Alpini in occasione della consegna della medaglia d'argento V.M.al battaglione nel 1923.

L’anno successivo la Sezione, che conta già 12 Gruppi con 383 iscritti, ha un nuovo Presidente nella persona di Pietro Carganico che la guiderà fino agli anni della seconda guerra mondiale.

Nel 1932 viene indetta ad Intra la prima Adunata Intersezionale e tre anni dopo si organizza la calorosa accoglienza per il ritorno del battaglione, reduce dalla Campagna d'Africa. Nel 1939 viene inaugurata la "Casa dell'Alpino" a Prà di Cicogna, punto di riferimento per alpini ed escursionisti che si addentrano nella Val Grande, divenuta oggi parco nazionale di primaria importanza.

Gli eventi bellici interrompono in qualche modo la storia della Sezione che segue la sorte di tutti gli italiani nei tragici fatti di quel doloroso quinquennio, finché, dopo una breve presidenza di Ilario Pretti, nel 1947 riprende vita ed attività sotto la guida di Achille Ranzoni con due Raduni Interregionali a distanza di sette anni fra loro, ma soprattutto con la ricostruzione, a opera dei soci della Sezione, della "Casa dell’Alpino" semidistrutta e data alle fiamme a causa degli eventi bellici. A Ranzoni toccheranno due mandati ,con l'intervallo della presidenza di Nino Meloni che nel 1967 inaugura alla Colletta di Pala il Memoriale dei Caduti del btg. Intra dove ogni anno, nella seconda domenica di giugno, viene celebrata una cerimonia per onorarli. Nel frattempo sotto la direzione di Ranzoni è nato il giornale sezionale "O u rump o moeur" che verrà diretto in successione da Franco Barberis, Franco Verna, ancora Aristide Ranzoni e poi Paolo Broggi.

Nel 1976 il terremoto del Friuli vede la Sezione impegnata per un anno intero nella ricostruzione, operando nel "Campo n.9” di Cavazzo Carnico e due anni dopo la presidenza passa ad Antonio Cordero, reduce di Russia del btg. Monte Cervino e decorato V.M. che ricoprirà l'incarico per più di vent'anni. Nasce in questo periodo il Gruppo Sportivo alla guida del quale Giancarlo Dattrino ha profuso grandi energie organizzando fra l'altro il 3° Campionato Nazionale di sci a Macugnaga, il 10° Campionato Nazionale ANA di marcia di regolarità ed il 3° Campionato di sci nazionale dei G.S.A.

Proseguono anche gli interventi a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali e così la Sezione sarà presente in Valtellina, Asti, Alessandria e più avanti a Tortona, in Abruzzo ecc., dotandosi di un nucleo di Protezione Civile. Dopo varie vicissitudini si riesce anche ad inaugurare nel 1998 la nuova sede di via A.Rosa, ma nel 2002 Cordero ci lascia per il Paradiso di Cantore e viene sostituito dal vicario Luigi Giroldini fino all’elezione di Emilio Carganico cui spetta l'idea di costruire il monumento all' “Alpino mai tornato" in piazza Flaim ed approntare l’organizzazione del 9° Raduno del 1° Raggruppamento che avrà luogo nel settembre 2006, purtroppo dopo la sua improvvisa dipartita. Verrà quindi eletto Presidente Giroldini e sotto di lui nascerà la Fanfara Sezionale. Seguono i Presidenti Gianmario Caretta e Gian Piero Maggioni sotto la cui guida stanno preparandosi eventi di rilievo come il Campionato Nazionale ANA di Corsa in Montagna ad ottobre 2019 ed infine, in occasione del centenario della Sezione, il Raduno del 1° Raggruppamento nel 2020.

La forza della Sezione è attualmente la seguente: Alpini 1510, Aggregati 446, Amici 27 per un totale di 2023 soci.